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Giacomo Ravetta · PoliticaEnglish
Illustrazione: Software libero e GNU/Linux in Comune

Proposta · DigitaleDifficoltà difficileLettura: 8 min

Tocca il lavoro quotidiano di tutti gli uffici, i formati e i gestionali: anni, formazione e un soggetto sovracomunale.

Soldi pubblici, codice pubblico

Nel 2026 il Comune di Saronno ha speso circa 56.000 € per un anno di licenze Microsoft 365. Programmi equivalenti esistono anche in versione libera, e la legge italiana chiede da anni di valutarli prima di comprare. Questa pagina non sceglie una suite al posto di un’altra: mostra che cosa si spende, quali strade altre amministrazioni hanno preso, dalla Svizzera alla Germania alla Provincia di Perugia, quanto hanno risparmiato e dove hanno trovato ostacoli. La proposta è che la valutazione si faccia davvero, e in pubblico.

L’idea spiegata in breve

  • Il Codice dell’amministrazione digitale impone di valutare riuso e software libero prima di comprare licenze: il primo passo è chiedere al Comune se lo ha fatto.
  • Nel 2026 il Comune ha pagato 55.824 € per un anno di 251 licenze Microsoft 365 Business Premium, circa 222 € a postazione: è l’ordine di grandezza in gioco ogni anno.
  • Le alternative libere esistono e sono in uso: openDesk nella Confederazione svizzera e in Germania, Nextcloud con Euro-Office o Collabora, LibreOffice sui singoli PC. Quale scegliere spetta alla valutazione comparativa che la legge già impone, non a questa pagina.
  • GNU/Linux sui computer che Windows 11 manderebbe in discarica dopo la fine del supporto a Windows 10, e riuso dal catalogo Developers Italia prima di ogni nuovo acquisto.
  • Altrove ha già fatto risparmiare: 227.568 € certificati alla Provincia di Perugia, circa 15 milioni l’anno allo Schleswig-Holstein, 2 milioni l’anno alla Gendarmerie francese.

Il punto di partenza

Una scadenza e una dipendenza

Il 14 ottobre 2025 Microsoft ha chiuso il supporto ordinario a Windows 10. Nell’Unione europea gli aggiornamenti di sicurezza gratuiti proseguono fino al 14 ottobre 2026; dopo, un computer con Windows 10 resta senza correzioni. Windows 11 non si installa su molti PC del 2018 o precedenti, che funzionano benissimo. La scelta che si presenta alle amministrazioni è comprare computer nuovi per far girare lo stesso programma di videoscrittura, oppure cambiare programma e tenere i computer. Per l’Italia le stime parlano di decine di migliaia di tonnellate di rifiuti elettronici prodotti da quella scadenza.

Il Comune di Saronno non pubblica un inventario del software che usa, ma le determine di spesa sono sul portale degli atti. Una di queste, la n. 202 del 4 marzo 2026, rinnova per un anno le licenze Microsoft 365 degli uffici, passando dal piano Business Basic al Business Premium.

55.824 €

Un anno di licenze Microsoft 365

IVA inclusa; imponibile 45.757 €. Dal 13 marzo 2026 al 12 marzo 2027.

251

Licenze Business Premium

Una per postazione di lavoro: posta, Office, Teams, OneDrive.

222 €

Per postazione, all’anno

A cui nel 2026 si sono aggiunti 4.500 € di affiancamento per imparare a usarle.

È un costo che torna ogni anno, e nel 2026 è salito di piano. Se prima di rinnovare sia stata fatta la valutazione comparativa che la legge impone, dagli atti non risulta. Il primo passo della proposta è chiederlo.

La regola

La legge lo chiede già

L’articolo 68 del Codice dell’amministrazione digitale dice che le pubbliche amministrazioni acquisiscono programmi informatici solo dopo una valutazione comparativa, tecnica ed economica, fra sei soluzioni: software sviluppato per la PA, riuso di software già sviluppato per la PA, software libero o a codice aperto, software in cloud, software proprietario con licenza d’uso, o una combinazione. I criteri (comma 1-bis) sono il costo complessivo, compresi mantenimento e supporto; l’uso di formati e interfacce aperti; le garanzie su sicurezza e protezione dei dati.

Il comma 1-ter è quello che conta: il software proprietario si può comprare solo se dalla valutazione risulta, in modo motivato, l’impossibilità di usare soluzioni già disponibili nella PA o software libero adeguato. Non è una preferenza di principio: è una condizione, e va documentata in un atto. L’articolo 69 aggiunge che il software fatto sviluppare da un’amministrazione va rilasciato con licenza aperta in un repertorio pubblico, a disposizione di tutte le altre.

Le linee guida AgID del 2019 spiegano come si fa la valutazione: prima si analizzano riuso e open source, e solo dopo, se non bastano, il proprietario o lo sviluppo da zero. Il costo va calcolato su tutta la vita del programma, non sul prezzo della licenza. Il catalogo dove cercare è Developers Italia: chi vi pubblica software lo descrive in un file standard, publiccode.yml, e chi lo riusa lo dichiara. A fine 2023 il catalogo contava circa quattrocento soluzioni e oltre 2.500 amministrazioni che ne riusavano almeno una.

La proposta

Sette passi, dal più facile

  1. Chiedere i numeri

    Il costo delle licenze Microsoft è già negli atti. Con un accesso civico generalizzato (art. 5, comma 2, del decreto 33/2013) chiunque può chiedere al Comune il resto: l’inventario delle licenze in essere e copia degli atti di valutazione comparativa fatti prima di acquisirle. Se quegli atti non esistono, la proposta ha già il suo primo argomento.

  2. Formati aperti per i documenti

    I documenti che il Comune produce e scambia si salvano in formato OpenDocument, uno standard ISO che qualunque suite legge. Non cambia nulla per chi li riceve, e rende possibile il passo dopo.

  3. Conoscere le alternative a Microsoft 365

    Le alternative libere a Microsoft 365 oggi sono almeno tre, e nessuna è un esperimento. La valutazione comparativa serve a scegliere fra queste; qui si elencano perché si sappia che esistono.

    • openDesk. La postazione di lavoro completa della società pubblica tedesca ZenDiS: posta, calendario, documenti, presentazioni, telefonia e videoconferenze dietro un unico accesso. È quella scelta dalla Confederazione svizzera nel settembre 2026, dalla Bundeswehr, da agenzie federali tedesche e dalla Corte penale internazionale. Si acquisisce in edizione libera o con supporto da fornitori certificati.
    • Nextcloud con Euro-Office o Collabora.Gli stessi mattoni di openDesk, montati in proprio: Nextcloud per file, posta, calendario e chat, e dentro un editor nel browser per documenti, fogli e presentazioni. Euro-Office è nato nel marzo 2026 da una coalizione europea guidata da IONOS e Nextcloud, con codice AGPL derivato da ONLYOFFICE, stabile dal 9 giugno 2026; Collabora Online, derivato da LibreOffice, è l’editor che openDesk usa. Si ospita su un server proprio o come servizio da un fornitore europeo.
    • LibreOffice sui singoli PC.La strada minima, se si vuole cambiare solo la suite da ufficio senza toccare posta e collaborazione. È quella che ha fatto risparmiare Difesa, Umbria e Trentino, ed è quella dello Schleswig-Holstein.

    Il risparmio possibile per Saronno ha un ordine di grandezza preciso: le licenze Microsoft costano circa 56.000 € l’anno. Non tutto sparisce, perché un server va gestito e le persone vanno formate, ma i casi documentati più sotto dicono che la spesa ricorrente scende in modo netto dopo i primi anni.

  4. GNU/Linux dove Windows 11 non arriva

    I computer che non superano i requisiti di Windows 11 non si buttano: si installa una distribuzione GNU/Linux, che su quelle macchine gira meglio del sistema che sostituisce. Si parte dalle postazioni a basso rischio, dove il lavoro è navigare, scrivere e stampare: sportelli, biblioteca, sale civiche, laboratori delle scuole comunali sul modello altoatesino. La Gendarmerie francese ha fatto così su centomila postazioni, un pezzo alla volta.

  5. Riuso prima di ogni acquisto

    Prima di ogni nuova gara per un software, l’ufficio cerca nel catalogo Developers Italia e nella valutazione comparativa scrive che cosa ha trovato. Ciò che il Comune fa sviluppare, dal sito ai moduli online, viene rilasciato con licenza aperta e descritto con publiccode.yml, come l’articolo 69 già impone.

  6. Un referente e un calendario

    Il Responsabile per la transizione digitale, figura che ogni Comune deve avere, coordina il passaggio con un piano pluriennale: quali postazioni, in quale ordine, con quale formazione. Le migrazioni senza un responsabile e senza sponsor politico sono quelle che tornano indietro.

  7. Una mozione del Consiglio

    La campagna europea “Public Money? Public Code!” mette a disposizione, anche in italiano, un testo di mozione per i consigli comunali: il software pagato con denaro pubblico va rilasciato come software libero. Adottarla è l’atto di indirizzo che dà copertura ai passi precedenti.

Chi lo ha fatto

Quanto si è risparmiato altrove

I casi che seguono hanno una fonte verificabile per ogni cifra. Dove il numero è una stima e non un consuntivo, è scritto.

  • Provincia di Perugia, progetto LibreUmbria · 2012-2014

    LibreOffice su oltre 5.000 postazioni degli enti umbri.

    227.568 € risparmiati

    Spesa di 56.921 € contro 284.489 € preventivati per la suite proprietaria: cifra certificata dall’ente.

  • Ministero della Difesa, progetto LibreDifesa · 2015-2020

    LibreOffice su circa 100.000 postazioni.

    26-29 milioni di € stimati

    Stima fatta all’avvio del progetto, non un consuntivo. Motivazione dichiarata: risparmio e rispetto dell’art. 68 del CAD.

  • Gendarmerie nationale, Francia · dal 2008

    GendBuntu, un Ubuntu personalizzato, su 103.164 postazioni nel 2024 (97 % del parco).

    circa 2 milioni di € l’anno

    Costo totale di possesso ridotto di circa il 40 %; cifre confermate in una risposta parlamentare.

  • Land Schleswig-Holstein, Germania · 2024-2026

    LibreOffice, Linux e posta aperta su 30.000 postazioni dell’amministrazione regionale.

    circa 15 milioni di € l’anno

    A dicembre 2025 quasi l’80 % delle postazioni era migrato. Investimento una tantum di 9 milioni nel 2026.

  • Confederazione svizzera, Cancelleria federale · 2026-2027

    Postazione di lavoro sovrana basata su openDesk per 3.000 dei 47.000 dipendenti federali entro fine 2027; il Comando cyber dell’esercito passa per intero a openDesk entro ottobre 2026.

    9 milioni di franchi la prima fase

    Deciso dopo una prova su 172 dipendenti, con voto medio 5,4 su 6. Girerà in parallelo a Microsoft 365, non al suo posto: la Cancelleria la presenta come riserva di sovranità e resilienza, l’esercito come necessità, perché il CLOUD Act statunitense permette a Washington di chiedere i dati anche se conservati in Europa.

  • Robert Koch-Institut e altre agenzie sanitarie federali tedesche · 2025

    openDesk in esercizio per circa 7.000 utenti.

    riuso di una suite pubblica

    Anche la Bundeswehr ha firmato nell’aprile 2025 un contratto quadro di sette anni per openDesk; il numero di postazioni non è pubblicato.

  • Comune di Rovereto · 2010

    OpenOffice su oltre 400 postazioni comunali.

    primo Comune trentino

    Un Comune di taglia paragonabile a Saronno, quindici anni fa.

  • Provincia autonoma di Bolzano, progetto FUSS · dal 2005

    GNU/Linux in tutte le scuole in lingua italiana.

    vent’anni di continuità

    Riconosciuto come Digital Public Good. Gli stessi strumenti gratuiti a scuola e a casa delle famiglie.

  • Danimarca: Ministero per il digitale, Copenaghen e Aarhus · 2025

    Uscita da Microsoft 365 verso LibreOffice e servizi europei.

    sovranità digitale

    Motivazione dichiarata: ridurre la dipendenza da un unico fornitore extraeuropeo. Cifre di risparmio non pubblicate.

Riportate su un Comune di 39.000 abitanti i numeri cambiano scala, non segno. Il risparmio più immediato per Saronno non è nemmeno sulle licenze: è sui computer che non si comprano nel 2026.

Onestà

Che cosa può andare storto

  • Monaco di Baviera. Il caso più citato è anche il più controverso. LiMux portò 15.000 postazioni su Linux e dichiarò oltre dieci milioni di risparmio; nel 2017 il Consiglio deliberò il ritorno a Windows, e le cifre furono contestate da entrambe le parti. Nel 2020 la nuova giunta ha rimesso l’open source nel programma. La lezione non è che Linux non funziona: è che senza continuità politica, formazione e un responsabile la migrazione si può ribaltare a ogni elezione.
  • I gestionali non si cambiano in un anno.Tributi, anagrafe, protocollo, contabilità girano su programmi verticali, spesso legati a un fornitore. Questa proposta non li tocca subito: chiede che al prossimo rinnovo la valutazione comparativa sia fatta per davvero, e che nel frattempo i formati di scambio siano aperti.
  • Le alternative non sono tutte mature allo stesso modo.Euro-Office ha una prima versione stabile di tre mesi, una coalizione senza governance formale e alle spalle una disputa di licenza con ONLYOFFICE, poi chiusa; usa i formati Microsoft come predefiniti. openDesk è più consolidata ma pensata per grandi amministrazioni. LibreOffice è la più collaudata ma copre solo la suite da ufficio. Qualunque strada, i documenti vanno salvati in OpenDocument.
  • I programmi legati a Microsoft.La Svizzera avverte che la parte difficile non è la suite ma il numero di applicazioni e sistemi specialistici costruiti attorno all’architettura Microsoft: vanno censiti prima, uno per uno.
  • Da soli non basta. Un server Nextcloud va gestito, aggiornato e protetto: serve un fornitore o, meglio, un soggetto pubblico sovracomunale, come fa il consorzio Dataport per cinque Länder tedeschi. Per questo la proposta va portata anche in Regione Lombardia e in ANCI. E sulle grandi videoconferenze la prova svizzera ha mostrato che queste suite hanno ancora limiti.
  • La formazione costa. Il risparmio sulle licenze arriva dopo, la formazione si paga prima. I casi che hanno funzionato hanno messo a bilancio quel costo fin dall’inizio.
  • I risparmi sono di altri. Di Saronno si conosce la spesa per le licenze Microsoft, non quanto costerebbe sostituirle: un server da gestire, la formazione, i programmi da adattare. Il risparmio netto si saprà solo dopo una valutazione comparativa fatta sul serio.
  • La scadenza vera è ottobre 2026.Nell’Unione europea Windows 10 riceve aggiornamenti gratuiti fino al 14 ottobre 2026: c’è un anno per pianificare, non un’emergenza da risolvere domani.

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